giovedì 22 febbraio 2018

Augusta, Consiglio Comunale approva mozione contro il poligono di Punta Izzo



Con l'approvazione all'unanimità della mozione d'indirizzo dibattuta lunedì sera in Consiglio Comunale, l'opposizione al progetto di riattivazione del poligono di Punta Izzo è diventata la volontà ufficiale del massimo organo democratico e rappresentativo dell'intera comunità di 
Augusta. Siamo soddisfatti di questo primo importante risultato, con l'auspicio che il Consiglio possa deliberare al più presto anche il proprio indirizzo in merito all'obiettivo di dismissione del comprensorio militare, in vista della sua riconversione civile in Parco naturale e culturale. Adesso, alla luce delle dettagliate proposte già avanzate nel nostro dossier conoscitivo consegnato al Consiglio Comunale e al Sindaco, attendiamo di conoscere quali concrete azioni politiche e amministrative l'Amministrazione Comunale ha intenzione d'intraprendere per fermare il progetto del poligono militare e, di pari passo, rilanciare l'istanza di smilitarizzazione, bonifica e pubblica fruizione di Punta Izzo. Il nostro percorso continua, sia sotto il profilo delle azioni legali che attraverso le iniziative politico-culturali. Il risultato di ieri sera rafforza e accredita, anche a livello istituzionale, la nostra istanza per restituire alla collettività un bene paesaggistico che è parte della storia e della memoria civile del nostro territorio. 
No al poligono militare, Punta Izzo Parco Naturale!

Coordinamento Punta Izzo Possibile

martedì 13 febbraio 2018

A Punta Izzo con Danilo Dolci, cittadini in corteo a difesa della bellezza

foto di Nicolas Ferraro

Un corteo colorato e festoso, un flash mob ispirato dalle parole potenti di Danilo Dolci, poeta e maestro della nonviolenza attiva, che varcano il confine di un cancello chiuso. E poi poesia, letteratura, musica, socialità a contatto con la bellezza naturale di Punta Izzo.

"Se l'occhio non si esercita, non vede. Se la pelle non tocca, non sa. Se l'uomo non immagina, si spegne". Nutriamo il nostro immaginario collettivo di bellezza, proteggendola da chi non la vede e per questo la deturpa. Apriamo ed esercitiamo i nostri occhi, affinché un singolo atto di volontà possa divenire volontà collettiva.
No al poligono militare, Punta Izzo Parco Naturale!

Il servizio del Tgr Rai Sicilia sulla manifestazione di domenica: 
https://www.facebook.com/puntaizzopossibile/videos/1553055261494024/

La rassegna stampa del 12 febbraio:

http://www.augustanews.it/augusta-no-alla-riattivazione-dellex-poligono-tiro-punta-izzo-manifestazione-pacifica-flash-mob-davanti-al-cancello-chiuso-della-marina/


http://meridionews.it/articolo/62913/augusta-in-corteo-per-trasformare-punta-izzo-in-un-parco-i-versi-di-dolci-contro-la-riattivazione-del-poligono-militare/

http://www.webmarte.tv/2018/02/11/augusta-no-al-poligono-di-tiro-si-al-parco-naturale-a-punta-izzo/



Coordinamento Punta Izzo Possibile

info: puntaizzopossibile@gmail.com

martedì 6 febbraio 2018

"Punta Izzo, da zona militare a Parco Eco-culturale": un dossier a cura del Coordinamento Punta Izzo Possibile


Nella mattinata di ieri, il Coordinamento Punta Izzo Possibile ha partecipato ai lavori delle Commissioni consiliari 3^ e 4^, in vista del prossimo Consiglio Comunale sulla mozione di indirizzo che intenderà impegnare l'Amministrazione comunale ad agire a livello politico e amministrativo per bloccare il progetto di riattivazione del poligono a Punta Izzo; nella prospettiva di una riconversione civile finalizzata alla fruizione pubblica ed eco-sostenibile del comprensorio costiero.
A questo link (https://issuu.com/puntaizzopossibile/docs/dossier_punta_izzo_possibile) è possibile liberamente leggere e scaricare il nostro dossier “Punta Izzo, da zona militare a Parco Eco-culturale”: un contributo per conoscere un po' meglio Punta Izzo, la sua valenza naturalistica, archeologica, culturale e letteraria, ma anche un'occasione per ripercorrere la cronistoria della campagna per Punta Izzo Possibile e approfondire le ragioni che stanno a fondamento della proposta di tutela e valorizzazione di questo straordinario bene paesaggistico.

Il dossier lo abbiamo consegnato e illustrato ieri al Presidente del Consiglio comunale e a tutti i Consiglieri presenti, per offrire il nostro apporto alla miglior riuscita dei lavori consiliari. Esso è suddiviso per argomenti in cinque parti:
1.Punta Izzo: uno sguardo d'insieme
2.Segue. il suo valore naturalistico, archeologico e culturale
3.La campagna per Punta Izzo Possibile: una breve cronistoria delle iniziative intraprese
4.Il progetto di demolizione e ricostruzione del poligono militare di tiro
5.Proposta di azioni amministrative su cui impegnare l'Amministrazione comunale
Alla fine, in allegato, si trovano i due documenti ottenuti grazie all'accoglimento del nostro ricorso per accesso civico da parte del Responsabile per la Trasparenza del Ministero della Difesa: ci riferiamo al parere del Co.Mi.Pa e all'autorizzazione della Soprintendenza di Siracusa che concedono il loro assenso alla realizzazione del nuovo poligono militare.
Tra i temi toccati, un apposito spazio è dedicato all'approfondimento dei motivi per il quali, in punto di diritto, il nulla osta della Soprintendenza risulta viziato da evidenti e gravi violazioni di legge (se ne contano almeno 5), che rendono possibile il ricorso gerarchico all'Assessorato regionale ai Beni Culturali - in corso di preparazione- per l'annullamento del provvedimento autorizzativo.
Con la diffusione di questo dossier, com'è nello spirito delle nostre iniziative, puntiamo a stimolare un esercizio di cittadinanza attiva, individuale e collettivo, che non sia di pancia ma di testa: ossia, informato e consapevole.

Appuntamento a domenica prossima per manifestare contro la riattivazione del poligono a Punta Izzo:
Augusta,ore 10:30, piazzale di Via delle Saline,#difendiamolabellezza!
https://www.facebook.com/events/154109488577504/

Coordinamento Punta Izzo Possibile

giovedì 25 gennaio 2018

No al poligono militare, Punta Izzo Parco Naturale! Domenica 11 febbraio si manifesta in difesa della bellezza




Difendiamo la bellezza: domenica 11 febbraio manifestazione per Punta Izzo Possibile 

Come abbiamo riferito nei giorni scorsi, il 12 luglio del 2013 la Soprintendenza di Siracusa ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica al Comando Marittimo di Sicilia, valida fino al luglio 2018, per la “demolizione e ricostruzione del poligono di tiro per le forze armate, con rifacimento della strada di accesso e la realizzazione del piazzale ad esso antistante”. Pochi mesi prima – il 26 novembre 2012 – il Comitato misto paritetico per le servitù militari (CoMiPa) aveva espresso il proprio parere positivo allo stesso progetto. Nel frattempo, in vista dell’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico Regionale della provincia di Siracusa, il Comando Marittimo di Sicilia presentava all’Assessorato regionale ai Beni culturali una richiesta di abbassamento del livello di tutela paesaggistica di Punta Izzo e di altre nove aree naturalistiche interessate da strutture militari, per declassarla dal livello 3 – il massimo – al più mite livello 1.

Questo è infatti il contenuto dell’osservazione che era stata avanzata dal Comando Marittimo di Sicilia, con l’elenco dei siti interessati: “L’Ufficio ricorrente chiede la modifica della classificazione dei livelli di tutela di alcune aree di nteresse militare ricadenti nella provincia di Siracusa che vengono utilizzate per fini istituzionali. Trattasi di 10 diverse aree (Punta Izzo, Acquedotto Marina Militare Pozzo San Giorgio e parte ex Parco Hangar, Punta Cugno, ex Batteria AS 360, Pontile NATO, Comprensorio di San Cusumano, Comprensorio di Palombara, Cava di Sorciaro, Comprensorio di Santa Panagia, Comprensorio di Porto Palo di Capo Passero) in cui insistono contesti con livello di tutela 3 delle quali viene richiesto l’abbassamento al livello di tutela 1 sulla base di motivazioni di non sussistenza di caratteri paesaggistici ambientali di particolare rilevanza”.

Fortunatamente, è bene sottolinearlo a scanso di equivoci, l’Assessorato ai Beni culturali non ha accolto la richiesta di Marisicilia di abbassare il livello di tutela da 3 a 1. Per contro, come si evince dalla lettera del decreto di approvazione del Piano (n° 5040 del 20 ottobre 2017), l’Assessorato “ritiene comunque di fare salve in tutti i contesti del Piano interessati dalle aree segnalate dal ricorrente tutte quelle opere necessarie agli adempimenti propri dell’Amministrazione Militare per lo svolgimento dei suoi compiti”. In altri termini, l’Assessorato, pur lasciando immutato il massimo livello di tutela (3), concede una deroga ai vincoli paesaggistico-ambientali in favore delle opere destinate alla Difesa. Così facendo, in buona sostanza, la Regione siciliana contravviene arbitrariamente alla normativa nazionale e alla consolidata giurisprudenza in materia, che invece hanno da tempo chiarito che anche le opere militari, come qualunque opera delle amministrazioni statali, deve sottostare al rispetto delle norme ambientali e paesaggistiche.

La decisione dell’Assessorato regionale è pertanto illegittima sotto il profilo amministrativo e rischia di compromettere gli obiettivi di tutela che la stessa Regione ha sancito dotandosi del Piano paesaggistico. Per queste ragioni è urgente la proposizione di un ricorso amministrativo, ed eventualmente anche giurisdizionale, contro le modifiche apportate al Piano con riferimento alle osservazioni di Marisicilia per le aree interessate dalla presenza di opere destinate alla difesa. Il ricorso gerarchico va presentato, entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto assessoriale, al Presidente della Regione. Inoltre è prevista anche la possibilità di ricorso giurisdizionale al Tar, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Questo è il terreno della battaglia legale che porteremo avanti, di concerto con le associazioni ambientaliste e i comitati territoriali che faranno pervenire il loro sostegno, a difesa del paesaggio di Punta Izzo, così come del Parco dell’Hangar, del comprensorio di San Cusumano o di Cava Sorciaro all’interno del Sic dei Monti Climiti: tutte aree naturalistiche di raro pregio che non possono essere sacrificate agli interessi dell’Amministrazione militare, in deroga ai rigidi vincoli paesaggistico-ambientali.

L’Amministrazione e il consiglio comunale hanno adesso il dovere di attivarsi per intraprendere le debite azioni amministrative, a tutela di Punta Izzo e degli altri siti a rischio, che sono il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della comunità di Augusta. Accogliamo quindi con favore l’impegno della Presidente del Consiglio comunale, Sarah Marturana, a mettere in moto le procedure istituzionali che conducano alla convocazione, entro la fine del mese, di un consiglio comunale sulla vicenda. E’ quanto chiediamo dal 22 dicembre del 2016, data della consegna della petizione popolare nelle mani del sindaco.

Ai cittadini che lunedì hanno riempito l’auditorium di Palazzo San Biagio, va il nostro sentito ringraziamento e l’invito a proseguire nella partecipazione democratica, con il loro apporto critico e propositivo, a sostegno di questa causa d’interesse collettivo. Per dar seguito all’indirizzo espresso dall’incontro con la cittadinanza, indiciamo una manifestazione cittadina per domenica 11 febbraio. L’obbiettivo è di scongiurare il ripristino del poligono, per rivendicare con forza la bonifica e la riconversione di Punta Izzo in parco eco-culturale tutelato e fruibile dai cittadini di Augusta.

Coordinamento Punta Izzo Possibile

Dalla pagina facebook del Coordinamento è possibile vedere i video dell'incontro pubblico svolto a Palazzo San Biagio, ad Augusta, lunedì 22 gennaio:
https://www.facebook.com/pg/puntaizzopossibile/videos/?ref=page_internal

In alternativa, ecco i link ai video da Youtube:






Cettina Di Pietro, sindaco di Augusta:
https://www.youtube.com/watch?v=-VIUE5uZBRA&t=1s

domenica 21 gennaio 2018

Punta Izzo, smascherato il progetto di riattivazione del poligono militare. Lunedì incontro pubblico ad Augusta


Il Ministero della Difesa ha riconosciuto il diritto all'informazione dei cittadini. Nel silenzio delle istituzioni, smascherato il progetto di riattivazione del poligono militare di Punta Izzo. Adesso bisogna far ripartire la mobilitazione dal basso! Lunedì 22 gennaio, ore 17, incontro pubblico al Palazzo San Biagio, ad Augusta (SR)

Abbiamo finalmente scoperto il pentolone, con le sole armi del diritto e la determinazione di chi è consapevole di essere nel giusto. Il progetto di riattivazione del poligono di tiro di Punta Izzo esiste ed è in cantiere da almeno sei anni, con il parere favorevole espresso nel novembre 2012 dal Comitato Misto Paritetico per le servitù militari (CoMiPa) e l’autorizzazione paesaggistica concessa nel luglio 2013 dalla Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa. L’importo dei lavori sfiora i 4 milioni di euro. Con questa cifra si realizzerà - si legge negli atti - la “demolizione e ricostruzione del poligono di tiro per le forze armate con il rifacimento della strada d’accesso e la realizzazione del piazzale ad esso adiacente”. 

La dettagliata conferma arriva a un anno dalla nostra denuncia, grazie all’esame della documentazione che il Responsabile della Trasparenza del Ministero della Difesa ci ha trasmesso ieri mattina, accogliendo il nostro ricorso contro il rifiuto all’accesso civico oppostoci nel mese di dicembre dal Comando Marittimo di Sicilia. Con questa pronuncia, che per il suo significato rappresenta un precedente di portata nazionale, il Responsabile della Trasparenza, Gen. Isp. Bernando Gallo, certifica due fatti importanti che avevamo preannunciato: l’illegittimità del diniego all'accesso e il diritto dei cittadini di conoscere direttamente le informazioni ambientali sui progetti e sulla destinazione d’uso del proprio territorio. Anche nel caso di opere militari destinate alla difesa nazionale. E’ stato dunque riconosciuto il fondamento giuridico delle nostre ragioni, contro l’infondata pretesa di segreto militare avanzata da Marisicilia.    

Ora nessuna istituzione può dirsi esente dalla responsabilità della mancata trasparenza verso i cittadini o di non aver vigilato a tutela del diritto all’informazione della collettività, fondamento della democrazia. La Marina militare mentiva quando, oltre un anno fa, dichiarava che non esisteva alcun progetto di riattivazione del poligono militare di Punta Izzo. Il Governo italiano e la Regione siciliana sapevano e hanno taciuto. Mentre resta da capire se il Comune di Augusta, malgrado l’attuale Sindaco si dichiari ignaro della vicenda, era o meno a conoscenza del progetto. Secondo le regole e la prassi amministrative, il parere del CoMiPa e l’autorizzazione della Soprintendenza dovevano essere quanto meno notificati al Comune, volendo tralasciare le perplessità sull’eventuale mancato coinvolgimento dell’Ente nell’iter amministrativo. Allora delle due l’una: o il Comune è rimasto all’oscuro di tutto, e ciò significherebbe che vi siano state delle gravissime irregolarità amministrative, che rischiano di tradursi in illecito penale, da parte delle autorità competenti a informare e rendere partecipe l’Ente locale. Oppure il Comune aveva ricevuto tutta la documentazione, sapeva del progetto e lo ha colpevolmente taciuto ai suoi cittadini.

Il dovere di fornirci una risposta spetta ora all’Amministrazione comunale, e in particolar modo al Sindaco nella sua qualità di rappresentante legale dell’Ente. Così come spetta alla Soprintendenza chiarire come è stato possibile rilasciare l’autorizzazione paesaggistica per delle opere e in vista di un utilizzo – le esercitazioni militari a fuoco – palesemente incompatibili con i vincoli di tutela paesaggistica e archeologica - livello 3, secondo il Piano Paesaggistico Regionale - a cui è assoggettato il comprensorio di Punta Izzo. E chissà, ancora, se l’opera sia stata sottoposta a previa valutazione d’incidenza ambientale, considerata la prossimità del poligono al Sito d’importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale delle Saline Regina di Augusta (da poco dichiarate anche Zona di Conservazione Speciale).      

Nell’attesa di ottenere questi dovuti chiarimenti, nei prossimi giorni andremo a depositare direttamente in Procura questi atti ricevuti, quale ulteriore documentazione da allegare al fascicolo d’indagine aperto sul nostro esposto per abuso edilizio presentato lo scorso luglio. 

Per condividere con cittadini e giornalisti i particolari della vicenda e annunciare le prossime iniziative di mobilitazione, indiciamo per lunedì 22 gennaio, dalle ore 17, un incontro pubblico a Palazzo San Biagio.

Coordinamento Punta Izzo Possibile

Guerra o pace, dove va la scuola pubblica? La militarizzazione dell’offerta formativa scolastica nell'esempio di Augusta

gli studenti del Ruiz di Augusta (SR) in visita alla base militare di Sigonella
fonte: http://www.2superioreaugusta.gov.it


Una volta c’erano le visite ai musei, ai centri storici delle città, alle aree archeologiche e alle riserve naturali. Ora ci sono gli open days nelle basi militari. E ci si è ormai abituati a sapere di studenti guidati dai loro professori a spasso tra caserme, aeroporti, navi e aerei da guerra. Purtroppo si tratta di un fenomeno in crescita, il segnale di una preoccupante deriva in senso militarista nella didattica e nella cultura scolastiche.            

La scuola che ripudia la guerra e forma cittadini educando alla pace. Oppure la scuola che forgia soldati e sudditi suscitando la passione per le armi, gli eserciti, la disciplina militare, la gerarchia e l’obbedienza all’ordine costituito come unici orizzonti di sicurezza in un mondo diviso in alleati e nemici. Cos’è, o meglio cosa sta diventando, la nostra scuola pubblica? E’ la domanda che emerge osservando la presenza, sempre più insidiosa, delle forze armate e dell’industria bellica nell’offerta formativa e nelle attività educative degli istituti scolastici italiani. Le città e regioni a esserne più interessate, non a caso, sono quelle ove maggiore è la presenza di basi, porti e strutture militari italiane, Nato o statunitensi.        


Si prenda ad esempio la Sicilia e in particolar modo Augusta, dove l’intreccio tra scuola e ambienti militari risale ai tempi di Mussolini, se non di Cavour e Giolitti, ed è considerato un fatto normale per una città che è sede del Comando Marittimo di Sicilia nonché uno strategico polo navale Usa-Nato al centro del Mediterraneo. Nelle scuole di Augusta, in accordo con presidi e amministrazioni comunali, la Marina militare organizza manifestazioni culturali, sportive, concorsi a premi, e spesso sopperisce, con le proprie strutture militari, alla mancanza di impianti sportivi scolastici e comunali.    



Così, per fare educazione fisica, le scuole sono costrette a bussare alle caserme. A dirla tutta, ultimamente, qualche difficoltà economica s’incontra persino per ritinteggiare le pareti e curare i giardini, tant’è che una volta ci hanno dovuto pensare i marines americani di stanza a Sigonella. E’ successo per alcune classi del 1° Istituto comprensivo “Principe di Napoli”, grazie alla mediazione di un club service. Anche se, va detto, i marines ad Augusta si sono dimostrati pure degli abili operatori ecologici. Lo ricorda bene la Commissione prefettizia, insediatasi in città dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, che dei militari statunitensi si è giovata per ripulire uno dei beni confiscati al clan Santapaola. Un terreno di una ventina di ettari bagnato dal mare di Baia d’Arcile che, ironia della sorte, i boss mafiosi avrebbero voluto destinare a residence proprio per gli operosi soldati a stelle e strisce.


Il plesso di Via Eroi di Malta dell'istituto "Principe di Napoli"
ritinteggiato dai marines di Sigonella


Non può stupire allora, benché amareggi, la notizia degli studenti del 2° Istituto superiore “Arangio Ruiz” condotti dai loro docenti, mercoledì scorso, a visitare la base militare di Sigonella, nell’ambito - particolare curioso - di un progetto destinato al contrasto della dispersione scolastica e all’inclusione dei ragazzi caratterizzati da particolare fragilità. Ma quali fini e valori educativi possono aver ispirato una siffatta “gita d’istruzione”? E, poi, che tipo di “inclusione” si è inteso promuovere per gli studenti in condizione di fragilità, mostrando loro cacciabombardieri e pattugliatori?            



Analoghi interrogativi erano stati sollevati, la scorsa estate, in occasione della festa della Marina militare ad Augusta, quando gli alunni dei principali istituti scolastici megaresi, accompagnati da genitori e docenti, erano stati chiamati dall’Ammiraglio Nicola De Felice a intonare cori e canzonette, direttamente all’interno della base di Terravecchia. All’evento dall’imbarazzante sapore balilla, aveva partecipato anche l’Assessore comunale alla Cultura, su delega del Sindaco, che ebbe così modo di ascoltare da un gruppo d’ignari bambini il seguente motivetto, tratto dall’Inno dei sommergibilisti di Mario Ruccione, l’autore di Faccetta nera: Andar pel vasto mar, ridendo in faccia a Monna Morte ed al destino! / Colpir e seppelir ogni nemico che s’incontra sul cammino! / E’ così che vive il marinar nel profondo cuor del sonante mar! / Del nemico e dell’avversità se ne infischia perché sa che vincera![1]

Il coro dei bambini dell'istituto "Principe di Napoli" canta
l'Inno dei sommergibilisti

Tornando agli studenti del Ruiz, chissà se durante la visita militare a Sigonella, tra un aneddoto e l’altro, sia stato loro spiegato quali programmi e missioni di guerra vedono coinvolta - oggi - la Naval Air Station in uso agli Stati Uniti d’America. E chissà se nel corso della spiegazione sia venuto fuori pure qualche riferimento al “programma droni” del Pentagono e allo schieramento, proprio a Sigonella, dei famigerati aerei a pilotaggio remoto che innumerevoli crimini internazionali continuano a commettere in Paesi come il Pakistan, dove dalle bombe sganciate da questi velivoli, tra il 2004 e il 2014, sono stati uccisi oltre 3800 civili, di cui almeno 200 bambini[2]. Ecco, forse il comandante italiano della base avrà riferito che, grazie a un accordo tra Roma e Washington di cui nel febbraio del 2016 ha dato notizia il Wall Street Journal[3], questi droni armati – dietro formale autorizzazione dello stesso comandante – possono adesso decollare da Sigonella verso i teatri di guerra africani e mediorientali. Così come è probabile che sia stata descritta l’istallazione completata nell’ottobre dello scorso anno, sempre a Sigonella, della Joint Tactical Ground Station[4], una stazione terrestre della Us Army che ha la funzione di intercettare gli strikes di missili balistici e trasmettere le relative istruzioni d’attacco alle forze schierate in assetto operativo. E infine, vista la provenienza degli studenti, si sarà parlato anche del ruolo strategico di Augusta[5], considerata dal Pentagono come parte del complesso aeronavale di Sigonella, per rifornire di munizioni e carburante la Sesta flotta della Us Navy e i suoi sottomarini a propulsione e capacità nucleare che, per le loro comunicazioni, si servono anche della stazione Muos di Niscemi e del relativo sistema satellitare.      


C’è da dubitare fortemente che tutto ciò sia stato raccontato. Ma se così fosse, gli studenti avrebbero adesso qualcosa di molto importante e gravoso intorno a cui riflettere, discutere, studiare, agitarsi, maturare. E in tal caso quella scuola avrebbe davvero promosso una “gita d’istruzione” in aderenza al proprio compito costituzionale: educare cittadini liberi, consapevoli e non indifferenti.                   



Gianmarco Catalano   







[2] Sui crimini dei droni Usa su scala globale e sul ruolo giocato da Sigonella, di recente si è tenuto a Catania un incontro, organizzato dal Comitato No Muos – No Sigonella in collaborazione con il Centro europeo per i diritti umani e costituzionali di Berlino (ECCHR), che ha visto la partecipazione di giuristi di fama internazionale: https://nmenzulastrada.blogspot.it/2017/12/litalia-ripudia-la-guerra-convegno.html.  Sulle vicende pakistane, si guardi in particolare l’intervento di Shahzad Akbar, avvocato e direttore del Centro per i diritti umani in Pakistan:             https://www.youtube.com/watch?v=14VpgmgC6xI
[4] Per saperne di più, si legga l’inchiesta del giornalista Antonio Mazzeo:              http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2017/12/sigonella-base-operativa-per-le.html
[5] Per un focus sulla presenza militare nel Siracusano e sul rischio radiologico nella città megarese, si veda quanto relazionato in occasione della conferenza svolta ad Augusta, nel maggio dello scorso anno, dal titolo Augusta, porto nucleare nella Sicilia avamposto di guerra: https://www.youtube.com/watch?v=_56o2kpowFU




articolo apparso sul quindicinale La Civetta di Minerva e su Comune-info.it


sabato 30 dicembre 2017

Punta Izzo Possibile, un anno dopo: i video della conferenza stampa

Di seguito vi proponiamo i video della conferenza stampa svolta mercoledì scorso dal Coordinamento per Punta Izzo Possibile, a un anno dalla consegna alle istituzioni della petizione popolare per la smilitarizzazione, la bonifica e la tutela del comprensorio costiero di Punta Izzo.

Video integrale della conferenza stampa:


Gianmarco Catalano del Coordinamento per Punta Izzo Possibile:



Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula onlus:



Sebastiano Papandrea, legale del Coordinamento regionale dei comitati No Muos:
 


Maria Grazia Patania del Collettivo Antigone: