mercoledì 21 giugno 2017

GNL SÌ, GNL NO: l'(eco)insostenibile incoerenza di Legambiente


Lunedì scorso (19 Giugno) Legambiente Brindisi ha manifestato la sua netta contrarietà all'ipotesi di un terminal GNL (gas naturale liquefatto) nel porto di Brindisi (http://www.brindisioggi.it/legambiente-patroni-griffi-un-t…/). Queste le parole del suo presidente Nicola Anelli: «Proporre in questo contesto un terminal per GNL ed addirittura collegarlo alla green economy è un offesa per il territorio e per l’intelligenza di chi riceve questa proposta. Ricordiamo che qualsiasi ipotesi di terminale costiero è impensabile nel porto di Brindisi perché ad alto rischio di incidente rilevante e perché confliggente con quella green economy, assurdamente citata, che è invece il fondamento dello sviluppo del porto e del territorio all’interno della rete trans-europea dei trasporti. Chiediamo, quindi, di chiarire la proposta e di abbandonare qualsiasi ipotesi di movimentazione, stoccaggio, ed eventuale rigassificazione nel porto, pronti a presentare proposte di reale green economy e di reale decarbonizzazione che consiste nell'uscita dall'impiego in tutti gli impianti termoelettrici di tutti i combustibili fossili. In caso contrario, preannunciando quella mobilitazione che tanto ha contribuito a cancellare la realizzazione del rigassificatore».

RIASSUMIAMO. Secondo il presidente di Legambiente Brindisi, un terminale costiero di GNL «è impensabile nel porto di Brindisi perché ad alto rischio d'incidente rilevante» e perché «in conflitto con la green economy».
Per le stesse motivazioni enunciate da Anelli, sarebbe coerente dire NO ai progetti di terminal GNL anche per il porto di Augusta, anch'essa area industriale a rischio d'incidente rilevante (e di crisi ambientale e interesse nazionale per le bonifiche) proprio come lo è Brindisi.



E invece succede l'esatto contrario: ad Augusta, Legambiente si dice favorevole all'insediamento di un impianto costiero per lo stoccaggio del GNL. Che, conti alla mano, sarebbe il 18° stabilimento a rischio d'incidente rilevante (RIR) in un comprensorio industriale record in Europa per dimensioni e densità d'industrie pericolose (attualmente ben 17 sul totale di 74 presenti in Sicilia).


«Bisogna tenere presente che questa zona industriale ha una lunghissima esperienza nella produzione, stoccaggio e movimentazione dei gas», sostiene Enzo Parisi, storico rappresentante di Legambiente ad Augusta e componente del direttivo regionale dell'associazione ambientalista. Per Parisi il rischio derivante dalla presenza di terminal GNL nel Siracusano avrebbe «una dimensione che appare gestibile». Anche se, precisa, «ciò non vuol dire che ci si deve distrarre».

Nessuna parola, invece, sull'attuale scenario di rischio (industriale, sismico e nucleare) nel quale questo nuovo deposito di gas andrebbe a inserirsi. Alla faccia della sicurezza, dell'abbassamento della soglia di rischio e delle connesse aspettative di bonifica, riconversione ecologica e abbandono delle fonti fossili che gli abitanti del siracusano nutrono invano da decenni.

                                   

Una disattenzione, quella di Legambiente, già in parte dimostrata in occasione della proposta di un mega-rigassificatore nella zona di Priolo-Melilli presentata da Erg e Shell nel 2005 e abbandonata nel 2012 anche grazie alla tenace opposizione delle popolazioni locali. Come ha scritto il giornalista Salvatore Perna sul periodico La Civetta, allora Legambiente, in alternativa al rigassificatore, avanzava una proposta d'impianto per la «trasformazione del metano in idrocarburi puliti nel quadro di una forte innovazione tecnologica». Una proposta che però appariva «sganciata dai problemi posti dalle condizioni del sito dove dovrebbe sorgere il rigassificatore e non tiene conto dei rischi concatenati».

RIASSUMIAMO. Mentre a Brindisi, contro il GNL, Legambiente annuncia barricate, ad Augusta la stessa associazione è pronta ad applaudire i progetti dei famelici affaristi del gas liquido.
Un solo consiglio a Legambiente: mettetevi d'accordo e - anche se la vedo dura - cercate di recuperare quella credibilità politica che, passo dopo passo, continuate a perdere per strada.


Gianmarco Catalano

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