giovedì 27 aprile 2017

Augusta, mucche al pascolo accanto all'inceneritore Gespi

Là dove c'era l'erba ora c'è... ancora l'erba, ma con le mucche al pascolo sotto un inceneritore per rifiuti speciali e pericolosi.




La foto è stata scattata lunedì scorso (24 aprile). L'impianto d'incenerimento, sito in località Punta Cugno ad Augusta, è quello della società Gespi amministrata dai fratelli Giuseppe e Giovanni Amara, attualmente indagati dalla procura di Catania in merito al traffico illecito di rifiuti destinato alla discarica Cisma di Melilli. Secondo l'accusa, le ceneri che uscivano dall'impianto Gespi avrebbero contenuto «metalli, in particolar modo di nichel e piombo». Cioè rifiuto considerato cancerogeno. È quanto emerso dalle analisi dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (maggiori dettagli nell'inchiesta di MeridioNews a questo link ).

Per un grave sforamento dei limiti di legge nelle emissioni dell'inceneritore Gespi, nel marzo 2013 Giuseppe Amara - già gravato da un precedente penale in materia d'inquinamento - è stato condannato in primo grado a 1 anno e 8 mesi di arresto e 35 mila euro di ammenda, oltre al risarcimento del danno alle parti civili. Una condanna poi caduta in prescrizione in appello, ma che accerta l'episodio di inquinamento da diossine e furani e il connesso danno ambientale. Nelle motivazioni, il giudice affermava che, nonostante la gravità dei fatti, Amara «non si è concretamente assunto alcuna responsabilità» e «non appare meritevole di credito in ordine a future condotte virtuose».


A questo punto, alcune domande vengono naturali:

Quei terreni adiacenti la Gespi sono mai stati analizzati dall'Arpa?

L'Asp, che pochi giorni fa ha disposto l'abbattimento di 24 bovini contaminati dalla diossina, può dare garanzie di rispetto dei parametri sanitari per quei pascoli a ridosso dell'inceneritore e della zona industriale?

Quali azioni di prevenzione sanitaria e ambientale, politiche e amministrative, sta mettendo in atto la sindaca di Augusta per evitare un'altra strage di animali e il peggioramento delle condizioni di salute dei suoi concittadini?

L'amministrazione comunale megarese ha già agito in sede civile per il risarcimento del danno ambientale cagionato dalla condotta di Amara accertata nella sentenza del 2013?

Gianmarco Catalano

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