giovedì 2 marzo 2017

Ridiamo voce a Punta Izzo


SAB 4 MARZO, ORE 18, ASSEMBLEA AD AUGUSTA (SR)L'immagine può contenere: una o più persone, cielo, nuvola, oceano, bambino, spazio all'aperto e natura
                                                                                              foto di Scatto Sociale

Petizione pro Punta Izzo, a due mesi dalla consegna: cosa fanno le istituzioni interpellate?



A oltre due mesi dalla consegna della petizione popolare per la smilitarizzazione, la bonifica e la tutela di Punta Izzo, chiediamo alla Sindaca Maria Concetta Di Pietro e all’intera Amministrazione comunale quali azioni sono state finora intraprese, e quali quelle programmate, per dar seguito a quell’istanza avanzata da più di mille cittadini. La stessa domanda la rivolgiamo alla Presidente del Consiglio Lucia Fichera e a tutti i Consiglieri comunali. Ad oggi, infatti, non abbiamo alcuna notizia di concrete iniziative politico-amministrative, da parte dei vari organi del Comune di Augusta, finalizzate a conseguire la dismissione militare, la tutela eco-culturale e la fruibilità pubblica del comprensorio costiero di Punta Izzo.   

Ricordiamo che la petizione popolare era stata consegnata alla Sindaca il 22 dicembre dello scorso anno, mentre pochi giorni prima era stata recapitata al Ministero della Difesa e a tutte le altre istituzioni nazionali e regionali competenti, dalle quali non è ancora pervenuto alcun riscontro. Alla petizione avevamo unito una lettera d’accompagnamento, indirizzata alla stessa Sindaca, alla Presidente del Consiglio e ai Consiglieri, nella quale abbiamo dettagliatamente descritto i vari passaggi dell’iter amministrativo che il Comune ha l'onere di avviare per poter raggiungere l’obbiettivo di restituire Punta Izzo alla collettività, dopo oltre un secolo di usi bellici e militari.

Come da mesi diciamo, il primo passo in questa direzione non può che essere l’istanza di dismissione che il Comune deve indirizzare al Ministero della Difesa, chiarendo da subito le finalità sociali, ecologiche e culturali sottese alla riconversione civile di Punta Izzo, per verificare l’effettiva disponibilità del governo a smilitarizzare l’area, avendo esaurito quelle funzioni istituzionali per le quali era stata sottratta alla comunità di Augusta.         


In parallelo all’istanza ministeriale, diversi sono gli atti che il Comune potrebbe porre in essere allo scopo di ottenere l’apposizione di ulteriori vincoli paesaggistici e culturali sul bene. Tra questi, la segnalazione alla Commissione provinciale per la tutela delle Bellezze Naturali e Panoramiche di Siracusa, per la dichiarazione regionale di “notevole interesse pubblico”. Quest’ultimo sarebbe un riconoscimento importante, che si giustifica anche alla luce del livello massimo di tutela (3) che il Piano Paesaggistico della Regione Siciliana già accorda al comprensorio di Punta Izzo, con la previsione del divieto assoluto di edificabilità e financo di effettuare movimenti di terra, essendo non solo un luogo d’interesse naturalistico ma anche uno dei principali siti archeologici del Paleolitico superiore nella Sicilia sud-orientale.         

Eppure, malgrado la normativa regionale prescriva per il sito opere di rinaturalizzazione ed eliminazione dei detrattori ambientali, alcune settimane fa la Marina militare ha eseguito, tramite affidamento diretto ad una ditta locale, alcuni discutibili lavori di “messa in sicurezza” delle infrastrutture dell’ex poligono di Punta Izzo. Per un costo di circa 14 mila euro, nello specifico, si è proceduto a murare gli accessi alla vecchia struttura in cemento al servizio del centro d’addestramento militare, lasciando però al suo interno rifiuti di vario genere: rottami in ferro, residui di potature e materiale di risulta. A quest’intervento si è accompagnata la rimozione di parte della preziosa vegetazione cresciuta ai margini del terreno utilizzato in passato per le esercitazioni a fuoco, e tuttora gravato del bossolame disperso durante le sessioni di tiro.        

Nel frattempo, prendiamo atto del silenzio dietro il quale finora ha scelto di trincerarsi il locale comando di Marisicilia, che continua a ignorare l’istanza portata avanti dalla cittadinanza da oltre 8 mesi, nonché quei giornalisti (di recente anche della Rai) che chiedono di conoscere le reali intenzioni della Marina militare per il presente e il futuro di Punta Izzo.

Per tutte queste ragioni, e anche alla luce dei recenti accadimenti, rivolgiamo l’invito all’Amministrazione e al Consiglio comunale a far conoscere alla cittadinanza cosa si sta facendo, cosa si è fatto fino ad oggi e quali iniziative sono state programmate, per tutelare e rendere fruibile uno degli ultimi tratti selvaggi della costa megarese, mettendolo al riparo da utilizzi ed esercitazioni militari, privatizzazioni e da qualunque altra destinazione incompatibile con la sua conservazione naturale e culturale.

Con l’intento di tornare a discutere collettivamente di questa tematica, dando nuovo impulso alla raccolta firme e alla partecipazione dei cittadini, diamo appuntamento a sabato 4 marzo, alle ore 18, per un’assemblea pubblica in Piazza Duomo ad Augusta.


Coordinamento per la smilitarizzazione e la tutela di Punta Izzo


testo della lettera d'accompagnamento: https://www.facebook.com/notes/punta-izzo-possibile/lettera-al-sindaco-al-presidente-del-consiglio-comunale-e-ai-consiglieri-di-augu/1234268183372735


pagina evento fb: https://www.facebook.com/notes/punta-izzo-possibile/lettera-al-sindaco-al-presidente-del-consiglio-comunale-e-ai-consiglieri-di-augu/1234268183372735

foto della "messa in sicurezza" dell'ex poligono: https://www.facebook.com/puntaizzopossibile/posts/1264086693724217

servizio tgr sicilia: https://www.youtube.com/watch?v=E6FNKtD27hg

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