sabato 17 dicembre 2016

Difendiamo il diritto alla vita, fermiamo il traffico di rifiuti Ilva!

      


                       
Assemblea pubblica in Piazza Duomo, ad Augusta     
                                      lunedì 19 dicembre ore 18: 30
                           
                                                                   

I rifiuti dell’Ilva di Taranto da mesi vengono trasferiti in Sicilia, nel bel mezzo del polo petrolchimico siracusano e nel più completo silenzio delle istituzioni, nonché all’insaputa delle popolazioni locali. Si tratta del polverino prodotto dagli altiforni dell’acciaieria pugliese. Dal giugno scorso, oltre 30 mila tonnellate ne sono approdate al porto di Catania, in aggiunta alle 9 mila tonnellate giunte al porto di Augusta ad aprile del 2015.          


Nonostante il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti tenti di minimizzare parlando di “situazione transitoria”, la realtà è che questo traffico di rifiuti industriali è divenuto regolare e decisamente intenso. Ormai con cadenza settimanale, diversi autotreni carichi di polverino s’imbarcano a Taranto sulla nave Eurocargo Livorno del Gruppo Grimaldi, per fare scalo notturno a Catania e raggiungere via terra la discarica Cisma di Melilli.           

Mercoledì scorso l’ennesimo sbarco: altri tre camion della ditta pugliese Setras, con base operativa a Priolo Gargallo, sono usciti dallo scalo commerciale etneo. Questa volta, però, ad attenderli fuori c’era un gruppo di cittadini riuniti in un presidio di protesta. Per diversi minuti, uno dei camion è stato bloccato dai manifestanti, che così hanno potuto verificare le assurde condizioni in cui stava avvenendo il trasporto: il carico di veleni era coperto malamente solo da un telone, mentre sulle sponde delle fiancate e del retro c'erano cumuli di polverino nero, che fuoriusciva dal cassone. Con un risultato inevitabile: il disperdersi di parte del polverino lungo il tragitto che separa il porto di Catania dalla discarica di Melilli. Per non parlare del materiale che si sarà depositato sulla nave e, prima ancora, nelle strade pugliesi interessate dal passaggio dei camion. Allora domandiamo al ministro Galletti: è questa la “sicurezza” che il suo governo garantisce per la gestione delle scorie industriali? Rientra, per caso, nella “legalità” trasportare un rifiuto classificato come speciale in un modo così potenzialmente nocivo per l’ambiente e le persone? Cosa hanno da dire, in merito, l’Autorità portuale e il sindaco di Catania, ai quali spetta la vigilanza – ognuno per le proprie competenze - su ciò che accade al porto e sul territorio etneo? Una domanda quest’ultima che rivolgiamo anche al presidente della Regione Siciliana, all’Agenzia regionale di protezione ambientale e ai sindaci di Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa, in considerazione delle elevate responsabilità sulla salute delle popolazioni che pesano sugli stessi.     

Per parte nostra, in ragione di ciò che abbiamo riscontrato direttamente, riteniamo gravissimo questo arbitrario e sistematico trasferimento di rifiuti speciali – che avviene in condizioni di sicurezza praticamente assenti! - da un’area altamente contaminata (Taranto) a un’altra (Melilli) che versa nelle medesime disastrose condizioni sanitarie e ambientali. L' "operazione polverino" è avvenuta, e continua ad avvenire, senza informare né consultare la Regione e, soprattutto, le comunità locali. Nella totale mancanza di trasparenza istituzionale e con metodi fortemente censurabili, quella decisa a tavolino dal ministro Galletti con i commissari dell’Ilva è una soluzione non solo insostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche palesemente antieconomica, se non per le aziende private incaricate di attuarla. Inoltre, la scelta di deviare da Augusta a Catania il passaggio del polverino, oltre ad essere meno agevole e più costosa, fa sorgere il legittimo sospetto che ci sia una precisa volontà di tenere quest’operazione distante da quei riflettori - pubblici, mediatici e giudiziari - che da diversi mesi, in seguito allo scoppio dell’inchiesta lucana Petrolio, sono puntati sulla rada di Augusta, e sulle società e sui business che le gravitano attorno. In proposito, giova ricordare che alcuni soggetti economici e istituzionali citati nelle carte della procura di Potenza, risultavano direttamente o indirettamente coinvolti proprio nell’ “affare” del polverino Ilva. Un fatto quest’ultimo che avrebbe dovuto consigliare al ministero dell’Ambiente quanto meno una buona dose di cautela, anziché l’ennesimo avallo di un traffico di rifiuti dai contorni poco chiari e potenzialmente illeciti.                          

Per tutti questi motivi, ancora una volta, chiediamo al ministro dell’Ambiente Galletti il blocco immediato dell’importazione in Sicilia degli scarti industriali dell’Ilva, nell’attesa di ridiscutere e ricercare delle modalità più sostenibili e, soprattutto, più trasparenti per risolvere il problema del corretto smaltimento di questo genere di rifiuti. Il tutto partendo da un coinvolgimento attivo delle comunità localidei cittadini tanto quanto degli operai costretti a subire i costi devastanti di un’industria inquinante che continua a divorare l’ambiente e la salute pubblica, giocando al ricatto occupazionale e negando il diritto ad un lavoro sano e sicuro.                                            

Siamo molto vicini alla comunità di Taranto, perché da sempre la loro lotta per la vita è anche la nostra. E non potremmo mai trattare questa vicenda come una mera istanza localistica, senza considerare nell’insieme la drammatica minaccia alla nostra salute e aprire al confronto con le realtà ambientaliste e i comitati territoriali di Taranto.                       
Così rivolgiamo a loro l’invito a pronunciarsi su questa vicenda, per fare insieme piena luce su quanto sta accadendo e costruire comuni percorsi di lotta funzionali all’obbiettivo primario che ci accomuna: ossia, la bonifica e la riconversione ecologica dei territori che abitiamo.                                 

Concludiamo sollecitando nuovamente il governo Crocetta e le amministrazioni locali a prendere una chiara posizione in merito, mentre invitiamo la cittadinanza di Augusta, Priolo, Melilli e dei restanti comuni siracusani, a prendere parte ad un’assemblea pubblica – lunedì 19 alle ore 18:30, in Piazza Duomo ad Augusta - per confrontarci e programmare insieme le prossime iniziative finalizzate ad arrestare questo dannoso e insensato traffico di rifiuti Ilva.    



Comitato No polverino Ilva

FB:  No polverino Ilva                                                                      email: stopveleni@email.it

https://www.facebook.com/events/1317588201595085/
https://www.facebook.com/nopolverinoilva/

Nessun commento:

Posta un commento