martedì 13 settembre 2016

Sbarchi blindati: migranti e diritti umani in pericolo. Da che parte stanno le associazioni umanitarie?


E' da poche ore iniziato lo sbarco nel varco 4, al porto etneo, della nave Golfo Azzurro della Boat Refugee foundation con a bordo 346 migranti: anche stavolta l'area è interdetta alle associazioni solidali e ai giornalisti indipendenti "non accreditati". Per poter assistere allo sbarco, anche solo a distanza, bisognerebbe essere autorizzati dalla Prefettura, altrimenti si è osservatori sgraditi. Come in precedenza, le associazioni umanitarie e le ong si occupano ognuna dello spicchio di attività di propria competenza, senza nessun interesse a riflettere e prendere posizione sul protocollo securitario seguito per gli sbarchi e sul trattamento disumanizzante riservato ai migranti.

Da soli e da mesi denunciamo che in assenza di media e realtà associative indipendenti dalle "autorizzazioni" - il che significa non allineate e critiche sulle pratiche istituzionali di (dis)accoglienza - qualsiasi abuso è possibile ai danni dei migranti, salvati dai frequenti naufragi ma in balìa di leggi e pratiche liberticide che li ricollocano (come se fossero oggetti da parcheggiare dove capita) in qualsiasi paese europeo o li respingono nei paesi di provenienza, condannandoli a una vita da invisibili nella fortezza Europa.
Oramai grazie a Frontex, al sindaco Bianco e al ministro Alfano, l'accoglienza dei/lle migranti, con l'alibi della lotta al terrorismo, è divenuta solo una questione di ordine pubblico da gestire come se si fosse nei pressi di una base militare. E il porto di Catania, come l'ex monastero S.Chiara, ne fa le spese.
Ancora una volta chiediamo a tutte le realtà coerentemente umanitarie che, già a bordo delle navi e prima dell'arrivo in porto, siano fornite ai/alle migranti le adeguate informazioni sulle procedure per esercitare il diritto d'asilo. Alle stesse realtà, inoltre, continuiamo a rivolgere l'invito a intervenire affinché il rispetto dei diritti umani venga monitorato attraverso la garanzia del diritto di cronaca a tutti i giornalisti. Finora, purtroppo, l'unica risposta che abbiamo ricevuto è un silenzio imbarazzante.

Rete Antirazzista Catanese

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