venerdì 10 giugno 2016

Sigonella vola ad Augusta per la propaganda "a vele spiegate"


Nella mattinata di domani, in occasione del 10° trofeo velico Xifonio Cup di Augusta, patrocinato dalla Marina militare italiana, si "esibirà" in cielo un Atlantic del 41° stormo dell'aeronautica di stanza a Sigonella. Si tratta di un pattugliatore, specializzato nella caccia ai sommergibili, che viene quotidianamente utilizzato nelle operazioni di Frontex, nel mar Mediterraneo e nell'Egeo, per la protezione delle frontiere, il contrasto all'immigrazione "clandestina", l'avvistamento e l'affondamento dei natanti "sospettati" di alimentare il traffico di vite umane. L'aereo, in volo dalla base militare semi-statunitense - capitale mondiale dei droni da guerra, accompagnerà dall'alto le imbarcazioni impegnate nella competizione sportiva. A questa prima dimostrazione, durante la giornata seguiranno altre esercitazioni della Marina, con tanto di simulazioni del recupero di naufraghi. Per i più appassionati, sarà data la possibilità di visitare la nave scuola "Palinuro" e gli stand espositivi di tutte le forze armate, con la sola esclusione dell'esercito, all'interno della base navale di Terravecchia, che resterà aperta al pubblico per l'intero arco della manifestazione (li chiamano Open days).
Club service, associazioni di volontariato, autorità portuale e amministrazione comunale a 5 stelle, invitano in coro i cittadini a godersi lo "spettacolo" militaresco.
Ancora una volta Sigonella
spiega le ali della propaganda ad Augusta, come nel resto della Sicilia, per nascondere e ripulire il suo reale volto di morte, fatto di droni, lotta alle migrazioni, Muos e guerre planetarie. La Marina militare italiana, invece, approfitterà dell'occasione per rinnovare il già forte consenso radicato in decenni di occupazione territoriale e ideologica. Un evento per ricordare, agli ultimi scettici, quanto sia bello e "prestigioso" abitare una comunità iper-militarizzata, asservita e privata di spazi sociali e possibilità di decidere autonomamente della propria esistenza collettiva.

Gianmarco Catalano

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