lunedì 13 giugno 2016

Nuovo sbarco a Catania, collaudato il metodo Frontex/hotspot: blindare, identificare, deportare, respingere


Sono ancora in corso le operazioni di sbarco dalla nave della Guardia Costiera CP 940 Dattilo di circa 640 migranti, partiti dalla Libia e di origini subsahariane. I giornalisti e gli attivisti antirazzisti sono tenuti sempre più a distanza, transennando la banchina 8 da entrambi i lati per impedire il diritto d’informare sul rispetto dei diritti umani e delle procedure per accedere al diritto d’asilo. Nonostante la presenza di varie associazioni umanitarie i/le migranti, appena sbarcati, vengono messi in fila verso banchetti di Frontex, Guardia di Finanza e Polizia Scientifica, che oltre alle foto segnalazioni procedono a prendere le impronte digitali, incuranti delle conseguenze che questa procedura comporta. Come da mesi denunciamo, da quando è stata trasferita a Catania la sede centrale di Frontex e da quando sono operativi i famigerati hotspot in tutta la Sicilia, le istituzioni preposte si trovano in emergenza, poiché nei mesi invernali non è stata approntata alcuna struttura d’accoglienza.
In base a quale criterio da alcune settimane centinaia di migranti, rastrellati a Ventimiglia e nei treni in Liguria, vengono deportati da Genova agli aeroporti siciliani?
Che fine ha fatto la tanto decantata capacità d’accoglienza della nostra città, quando a partire dal momento dello sbarco i tutori dell’ordine si attivano per ridurre sempre più gli spazi d’agibilità e d’informazione?
Sono arrivati 12 bus: 300 migranti sono stati trasferiti al Cara di Mineo, il resto a Taranto; vi erano 35 donne e sono stati arrestati 7 presunti scafisti

Rete Antirazzista Catanese

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