venerdì 22 aprile 2016

Incendi dolosi, in Sicilia a rischio le riserve naturali. Ad aprile già 46 ettari di foreste andati in fumo



Iniziano gli incendi, Sicilia ancora senza canadair
«Spesso dolosi per pressare Regione su forestali»

In pochi giorni sono già tre i roghi su cui indagano le forze dell'ordine. Dopo quello nel parco dei Nebrodi, le fiamme sono divampate a Noto. Fabio Morreale di Natura Sicula lancia l'allarme, richiamando le ultime polemiche tra Crocetta e il personale del servizio antincendio. 


Quest’anno la stagione calda ha anticipato il calendario di qualche mese, a giudicare dal divampare dei primi roghi che sembrano preannunciare una nuova estate di incendi boschivi in Sicilia. Facendo un bilancio delle stime seguite agli ultimi interventi di forestali e vigili del Fuoco, nelle sole prime tre settimane di aprile sono già andati in fumo circa 46 ettari di territorio tra il Siracusano e il Messinese. Un danno ingente che si verifica a pochi giorni di distanza dalla notizia dei provvedimenti - accompagnati dalle polemiche innescate dalle uscite televisive del governatore Rosario Crocetta - con cui la Regione ha escluso dalle liste dei forestali 66 addetti e vietato l’immissione al lavoro di 233 stagionali. Tutti operai pregiudicati per associazione mafiosa e altri gravi reati. «Con questi incendi spesso si intende far pressione sulla Regione in vista dell’avvio del prossimo servizio antincendio forestale - sostiene Fabio Morreale dell’associazione ambientalista Natura Sicula -. Solo che quest’anno hanno cominciato molto presto».

Ad appena 24 ore da un rogo doloso che ha bruciato tre ettari nel parco dei Nebrodi, e per il quale i carabinieri di Patti hanno fermato in loco due allevatori, altri due gravi incendi sono scoppiati lunedì scorso nel territorio di Noto, rispettivamente in contrada Ciurca e lungo la valle del Durbo. In prossimità della suggestiva cava del Carosello e dell’area archeologica di Netum. Il risultato è di quasi 37 ettari di vegetazione netina andata distrutta. «L’incendio di contrada Ciurca è partito da terreni privati, e la responsabilità potrebbe essere della mancata pulizia dei fondi dalle sterpaglie, mentre l’incendio di località Durbo, tutto interno alle aree demaniali, è di sicura origine dolosa», dichiara a MeridioNews Francesco Campisi, commissario del corpo Forestale di Siracusa.

Per domare le fiamme dei boschi netini è stato necessario l’intervento di tre canadair e poco meno di nove ore di operazioni. Il primo allarme era stato lanciato intorno alle 7.30, ma per l’arrivo degli aerei antincendio si è dovuto attendere la tarda mattinata. Colpa delle procedure farraginose, ma non solo. «L’iter non è semplice e in periodo di spending review stiamo molto attenti a verificare la necessità di un intervento aereo per evitare sprechi – sottoIinea Corrado Ciranna, segretario del comando dei vigili del fuoco di Siracusa –. Ma il problema fondamentale è il tempo che occorre attendere affinché i canadair arrivino da Roma o da Bari». La Regione infatti ne rimane sprovvista, mentre il servizio antincendio forestale non partirà prima del 15 giugno.

Sul fronte della prevenzione, infine, si registrano i ritardi cronici dei Comuni, obbligati dalla legge a redigere annualmente un catasto delle aree interessate da incendi. «Le mappe catastali permettono di vincolare le aree incendiate per quindici anni, in modo da evitare speculazioni – spiega Morreale –. Ma i comuni restano inadempienti, e da anni chiediamo loro di provvedere, altrimenti - conclude - non c’è vincolo ambientale che si possa mantenere».

Gianmarco Catalano

articolo pubblicato su Meridionews, quotidiano regionale online

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